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domenica 23 maggio 2010

Spezza le foreste - secondo tempo


Lo scorso mese ho denunciato l’acquisto, da parte della multinazionale "Nestlè", di olio di palma da aziende che stanno devastando la foresta pluviale indonesiana e spingendo inevitabilmente gli oranghi verso l’estinzione. Oggi Nestlé ha annunciato che non userà più prodotti che provengono dalla distruzione delle foreste tropicali. Nestlé si è impegnata a identificare, e a escludere dalla sua filiera, quei fornitori che sono proprietari o gestiscono “piantagioni ad alto rischio o legati alla deforestazione”. Questa esclusione si applica in particolare ad aziende come Sinar Mas, il più noto produttore di olio di palma e carta dell’Indonesia e ha implicazioni anche per quei commercianti di olio di palma, come Cargill, che continuano a comprare da Sinar Mas.
Un primo, piccolo, ma importante passo.

martedì 27 aprile 2010

2^ Trofeo della Mezzaluna













Sabato si è corso, come sottoclou del 4^ Trail del Castel Gavone, il 2^ Trofeo della Mezzaluna, circa 7 km, misto strada/sterrato, tra i bellissimi vicoli di Finalborgo, salita lacera gambe del Castello e stradina trita-caviglie "SottoRipa".
Anche se in preda ad un attacco allergico di altri tempi ho preso il via alla manifestazione (grazie alla "spinta" di Stefano e Maurizio) e, devo dire in maniera brillante, ho concluso la gara al 3° posto. Ora ho poco tempo, ma presto foto e commenti!!

domenica 18 aprile 2010

Spezza (le foreste) con KIT KAT...


KIT KAT - UN CROCCANTE CIOCCOLATO CHE DISTRUGGE LE FORESTE

Nei suoi spot, Nestlé ci invita a fare un break, mangiando un Kit Kat. Ma ogni volta che diamo un morso al nostro Kit Kat potremmo - senza saperlo - prendere a morsi un pezzo di foresta e contribuire all’estinzione degli ultimi oranghi. Nestlé, infatti, acquista olio di palma da aziende che stanno devastando la foresta pluviale indonesiana e minacciando la sopravvivenza delle popolazioni locali e degli oranghi.
Per chiedere a Nestlé di non acquistare mai più olio di palma dal “campione” della deforestazione Sinar Mas, Greenpeace ha lanciato una campagna internazionale sul web. In migliaia hanno partecipato in tutto il mondo e perciò, a poche ore dal lancio, Nestlé ha dichiarato pubblicamente l’intenzione di cancellare i propri contratti con Sinar Mas. Di fatto, però, continuerà a utilizzare olio di palma di Sinar Mas, acquistandolo da aziende terze come Cargill.

Nestlé, inoltre, intrattiene accordi commerciali anche con la multinazionale della carta Asian Pulp and Paper (APP) che è una società sussidiaria proprio di Sinar Mas. Anche APP ha preso la cattiva abitudine di distruggere le foreste per sostituirle con piantagioni intensive da cui si ricava carta che Nestlè utilizza per il packaging dei prodotti.

Nestlé deve ripulire tutta la propria filiera di produzione. È arrivato il momento di concedere un break anche agli oranghi e alle foreste indonesiane!

Oltretutto non dovrebbe essere difficile "boicottare" Nestlè, in quanto la maggior parte dei prodotti a tale marchio (KIT KAT compreso) sono delle assolute porcherie dal punto di vista nutrizionale; l'olio di palma, inoltre, non è che sia proprio l'elisir di lunga vita, tutt'altro, quindi, non dovrebbe essere difficile rinunciare a questi prodotti...

lunedì 5 aprile 2010

L'allenamento sportivo - seconda parte


Abbiamo introdotto la scorsa settimana il concetto di allenamento sportivo, inserendo una definizione che, pur essendo stata scritta da un grande tecnico, di notevole esperienza e preparazione, risulta comunque appena sufficiente per comprendere quelle che sono le molteplici sfacettature del fenomeno in questione, tenendo in dovuto conto anche il fatto che, ogni definizione, risente della prospettiva dalla quale si guarda (tecnica, biomeccanica, fisiologica, pedagogica, salutistica...) e della formazione culturale di chi la elabora.
Un fatto importante che merita, tuttavia, di essere sottolineato è che, alla base di tutte le definizioni tentate, vi è sempre un riferimento preciso a una legge fondamentale degli organismi viventi, quale è quella dell'adattamento.
L'adattabilità è la capacità dell'organismo umano (in questo caso) di modificare, più o meno stabilmente, il proprio stato ed il proprio equilibrio funzionale, come risposta a qualunque sollecitazione ambientale. Lo stimolo esterno che modifica l'omeostasi dell'organismo, provoca una risposta specifica ad esso, proporzionale alla sua entità.
Si evince da queste poche righe che, le modificazioni indotte da un qualsivoglia stimolo sono temporanee e per forza di cose, limitate. Qualora, invece, l'organismo fosse sottoposto ad una serie di stimoli ravvicinati opportunamente, omogenei e di intensità crescente, la sua risposta consisterebbe, nel tempo, in modificazioni sempre più stabili e consolidate. L'organismo tende, infatti, a ricreare il suo equlibrio turbato, non soltanto ricostituendo la condizione iniziale, me creando le premesse biologiche per innalzare le sue capacità e il suo livello funzionale.
In definitiva, perciò, l'organismo risponde ad ogni azione che ne modifichi l'equlibrio, con una reazione che supera l'azione e sposta l'iniziale normalità ad un livello più elevato, superiore. Questo concetto, più o meno discusso dagli studiosi di scienza dell'allenamento, è comunque una delle basi dell'allenamento sportivo moderno e viene definito come capacità di supercompensazione dell'organismo.
Concludendo e semplificando, possiamo introdurre un'altra sintetica definizione di allenamento, considerandolo quel processo sistematico mediante il quele si modificano le capacità di prestazione dell'organismo, attraverso la proposizione di adeguati carichi di lavoro fisico.

domenica 28 marzo 2010

L'allenamento sportivo - prima parte


... questa volta mi sa che mi imbarco in un'avventura senza via di uscita... però la tentazione è grande.
Avrei piacere di parlare del processo di allenamento, dei miti e leggende che ruotano intorno ad esso, di che cosa è (o potrebbe essere) in realtà, di come affrontarlo, organizzarlo, condurlo....
L'argomento mi affascina in maniera terribile, è forse la causa principale che, quattordici anni fa mi spinse ad affrontare il percorso di studi che mi ha accompagnato fino ad oggi. Condurre un individuo (o più individui) ad affrontare una competizione, una partita, una sfida con se stesso attraverso un processo in grado di migliorarlo a livello fisico, emotivo, caratteriale e prestativo, agendo quindi su più sfere, strettamente connesse tra loro, in maniera scientifica, utilizzando quindi un metodo di allenamento, ma anche in maniera personale, utilizzando quello che possiamo chiamare "pensiero laterale", che in fondo altro non è che vedere le cose da altre angolazioni.
Mi rendo conto che l'argomento è sconfinato e per nulla semplice. Ci proviamo.

Oggi vorrei buttare lì una definizione del processo di allenamento, tanto per avere un punto di partenza. Questa definizione è piuttosto datata, probabilmente è migliorabile (e magari lo faremo in queste settimane), però è dentro di me da parecchi anni e ogni tanto affiora come un piacevole ricordo, inoltre è stata data da un "luminare" dellascienza dell'allenamento che è Carlo Vittori, e quindi ho deciso che si partirà da qui:

L'allenamento è "un processo pedagogico - educativo complesso che si concretizza nell'organizzazione dell'esercizio fisico ripetuto in qualità, quantità ed intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti che, variando continuamente i loro contenuti, stimolino i processi fisiologici di supercompensazione dell'organismo e migliorino le capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell'atleta, al fine di esaltarne e consolidarne il rendimento in gara".

domenica 21 marzo 2010

Maratona di Roma - atto quarto: seduto sul divano a riflettere


Questa mattina si è corsa la Maratona di Roma. Non volevo vederla in TV, il pensiero della forzata rinuncia mi indirizzava subdolamente a fare altro, barba, una doccia chilometrica (in effetti ero un po' sudato...), aspirapolvere, pulizia del bagno (ometto di casa...) e altre diavolerie del genere, ma non è durata a lungo.
Il cuore ha ceduto e, come un caldo abbraccio, il divano ha accolto il mio corpo che pigramente indirizzava il telecomando su Rai3, permettendomi così di gustare uno spettacolo che in effetti ha pochi eguali.
Interessante la gara, magnifico lo scenario, emozionante lo sforzo letto sui volti dei partecipanti, da brividi l'arrivo, ma questa volta, stranamente, la cosa che mi è rimasta più impressa è stato il commento dei giornalisti e dei tecnici sul posto.
Si è parlato di ritmi al chilometro, di cosa mangiare, di come allenarsi, ma, soprattutto, si è parlato di attività fisica e sport come unici mezzi di prevenzione per le patologie metaboliche e muscolo/scheletriche, come unici mezzi di aggregazione, di socializzazione e di integrazione, si è parlato di portare lo sport anche nelle periferie e nei quartieri a rischio, di spingere l'attività fisica nelle scuole di ogni ordine e grado...
Praticamente quello che dico e sostengo da sempre. Mi sono sentito, comunque, protagonista, anche se non ho corso. Ero comunque lì.

domenica 14 marzo 2010

Le Manie: regionali CSI di corsa campestre





Oggi pomeriggio, nella splendida cornice (anche grazie alla giornata di sole) dell'altopiano delle Manie, si sono svolti i campionati CSI (Centro Sportivo Italiano) di corsa campestre. Su uno spettacolare anello di alcune centinaia di metri si sono dati battaglia veramente tanti atleti, dai bambini di 7/8 anni, fino ai veterani ultrasessantenni.
Il nostro "mitico" Paride,
con i ragazzi della sua squadra, l'Atletica Run Finale, ha partecipato alla competizione, e ha fatto la su a"porca" figura...
E che figura!!! Nella sua categoria, gli esordienti "A", probabilmente la categoria più numerosa, ha concluso la gara al TERZO POSTO, con una condotta a dir poco esemplare!!!