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martedì 15 maggio 2012

Attimi...

Domenica (20/05) asd Run&Motion parteciperà all'evento podistico "Stralassio". 7 km in circuito cittadino per le vie di Alassio. Bene.
Run&Motion partecipa. Ma io parteciperò?
Quale molla deve spingermi?
Dovessi dare ascolto alla testa, ma soprattutto al corpo, non dovrei partecipare. La "stagione" lavorativa è stata lungo, difficile, impegnata. In questo periodo la stanchezza si fa sentire, la testa è impegnata altrove, dolorini come scosse elettriche mi ricordano di essere umano, e di aver bisogno di staccare.
Tutte cose buone e giuste. Ma in realtà?
In realtà quel desiderio ancestrale di mettermi alla prova pulsa dentro di me; la sfida ininterrotta con la parte sconosciuta della mia essenza mi chiama, sirena incantatrice alla quale fatico ad oppormi. Forse desiderio inconfessabile di provare a combattere contro la razionalità che permea la nostra (mia) vita, di provare l'ebbrezza di qualcosa che, visto con i paraocchi della quotidianità, può apparire sbagliato, incoerente, folle.
E' questione di obiettivi, obiettivi decisi in attimi di contatto intimo. Profondo. Me ne sono posto due. Uno vicino, difficile, ma fattibile; un altro lontano, terribile e probabilmente impossibile. La partita rimane aperta; le mie personalità si scontrano in una battaglia bene/male che non può avere soluzione, se non l'annichilimento di una parte di me. E questo non può essere.
Allora ci provo. Lotto. Metto tutto me stesso in quello in cui credo. Simply believe...

"Oltre a guardare dove vado, mi piacerebbe anche andare dove guardo"B.S.R

Federico Saccani

lunedì 14 maggio 2012

Cris

Come non dedicarti un pensiero. Hai fatto parte della mia vita, pochi anni di differenza, pochi metri di distanza delle nostra abitazioni, l'infanzia pressochè comune a Finalborgo. Mi viene da sorridere se penso che per un anno sono stato anche il tuo "prof" di ripetizioni di chimica.
Un ragazzo sensibile, in un mondo terribile. Forse è stato questo. Vai che tuo papà ti aspetta.
Bye. My friend...

mercoledì 9 maggio 2012

Da vedere...

2 video che hanno (e donano) qualcosa in più. Buona visione. Simply Believe




sabato 5 maggio 2012

Corsa delle 5 borgate

http://corsadelle5borgate.wordpress.com/

E' il nostro evento. Il primo. La nostra gara. Bisogna solo partecipare...

martedì 1 maggio 2012

Finnico

Che cosa è un blog se non una raccolta, un ricettacolo di emozioni? C'è chi parla della fidanzata che ha trovato, chi di quella che non c'è più, chi della squadra del cuore e chi della politica... condivisibili, apprezzabili o meno sono tutte emozioni vissute, emozioni che in questa epoca avara, egoista e vuota devono essere condivise con il maggior numero di persone possibili, per lasciare un segno, per non essere dimenticati. Io non faccio eccezione. Anche le mie emozioni devono essere esternate, devo tirare fuori questa parte di me, per lasciare il mio segno, il mio sigillo da qualche parte. Quindi vi racconterò questa storia. La storia di Finnico...
L'ho conosciuto sei, forse sette anni fa, d'estate. Ha fatto da tramite un comune amico, Giorgio; l'ultimo anno che abbiamo lavorato in spiaggia assieme ha fatto da compagno sia a me che a Finnico per tutta la stagione, cavoli era il 2006, ma sembra passato un secolo. Ma non divaghiamo. Finnico era un dio (scritto minuscolo per non offendere la sensibilità di nessuno e perché in effetti mi rapporto, in questo racconto, ad un mondo piccolo, dove l'appellativo dio non si riferisce a nulla di ultraterreno, ma ad un parametro di confronto personale) dello sport, mai stanco, mai stufo, sempre al 100%. Nuotava (e come nuotava), correva (di brutto), pedalava, sollevava, spingeva, colpiva... sembrava inarrestabile. Affilato come un coltello, solido come una roccia. Io lo vedevo così, l'incarnazione dell'ideale sportivo di endurance, con gli addominali tipo scacchiera, gli arti scolpiti e vascolarizzati, lo sguardo sempre fiero. Sicuro di sé. Quante corse con Finnico. Quanta fatica insieme, sempre con il sorriso sulle labbra; se avevamo fatto 15 km, il giorno dopo ne facevamo 16, e più veloci... e poi nuoto tutti i giorni, con qualsiasi mare, sempre noi, sempre insieme. Una stagione indimenticabile, e così anche l'inverno successivo, corsa, bici, piscina, pesi, boxe... quanti allenamenti. Io e Finnico; Finnico e me. Adesso quando sento parlare, magari in palestra "eh, si quello corre, quello si che è uno sportivo..." mi scappa da ridere, solo il pensiero di vedere Finnico (ti ricordi Giorgio quando l'hai chiamato "l'Orco che divora i suoi simili"?) in allenamento... è da paura. Ma l'abilità più grande di Finnico era quella sua convinzione che non esistessero ostacoli, che tutto si potesse superare, sempre. Lo diceva, lo scriveva. Lo faceva. E superava davvero gli ostacoli. Quante cose mi ha insegnato.
Piano piano le nostre strade, però, si sono separate, ogni tanto, in questi anni, l'ho rivisto, ogni tanto appariva, sporadico, in qualche corsa, in qualche allenamento fatto insieme. I suoi suggerimenti, il suo modo di vivere mi ha aiutato nei miei periodi difficili; non come se lui fosse stato lì, ma quasi. Io ho fatto la mia vita, lui ha fatto la sua. Vite parallele, simili, ma non più legate con un doppio filo. Ho saputo che anche Giorgio l'ha perso di vista. Qualche volta si sono incontrati, si sono parlati, ma nulla più. Non so bene il perché. Ognuno ha continuato a fare le sue cose (che poi sono sempre le stesse, ci piace fare quello, ci piace faticare, sudare... non cambieremo mai), ma con un certo distacco dall'altro. 
Ma i legami forti non si spezzano. Si allentano, magari si assotigliano; ma non si spezzano. Io lo sapevo, lui lo sapeva. Oggi ci siamo incontrati. Quasi per caso, la giornata piovosa (le sue preferite, ma anche le mie), poca gente in giro, giornata giusta per una corsa. Mi sono vestito, ho preso in mano quel cappellino bianco, con la scritta blu sopra (ho sentito quasi una scossa, erano anni che non lo usavo), ho messo le scarpette e sono uscito. Come per miracolo lui era lì. Sembrava mi aspettasse, insieme abbiamo cominciato il nostro allenamento, come ai vecchi tempi, come una volta. Il nostro passo cadenzava leggero sulle pozzanghere, i nostri repiri, per nulla affannosi, si confondevano con la gentile brezza piovigginosa, i nostri muscoli guizzavano il nostro cuore batteva forte, poderoso, possente; nemmeno un cenno a quella macchina che è passata forte sulla pozzanghera per bagnarci, anzi un sorriso, così come un sorriso a quel furgone teutonico che per non schizzarci è andato nell'altra carreggiata. Proprio come ai vecchi tempi. Le sue parole durante la corsa, i suoi consigli: nessuna paura, testa alta, fiducia in te stesso, respira tranquillo, è tutto in testa; mi hanno fatto tornare indietro nel tempo. Siamo tornati. Io e Finnico. Per adesso nuovamente inseparabili, ma anche consapevoli che, il futuro o il destino ci dovessero dividere, il nostro legame non si romperà mai. Quello che abbiamo condiviso e quello che possiamo fare, insieme o no, è dentro di noi, e sempre a nostra disposizione.
Questa è la storia di Finnico. Può non interessare, o può aiutare qualcuno a trovare forze necessarie che non crede di avere. Penso che chinque stia leggendo queste mie righe abbia un suo personalissimo "Finnico", così come abbia una sua forza interiore, sorprendente, inaspettata. Una forza che non chiede altro che essere tirata fuori.
Federico Saccani (Finnico)

Dale Oen

Un saluto (l'ennesimo in questo periodo...) ad un campione.

domenica 22 aprile 2012

Cerotti, culo e Run&Motion


E' andata. Questa mattina si è svolta la gara di Genova. Non torno a ripetere ciò di cui ho già parlato nel mio lungo post di qualche giorno addietro. Entro subito nel merito.
Run&Motion schierava un gruppo di leoni, una squadra di fiere assetate di sangue podistico, di asfalto bruciante e di cuori palpitanti. La nostra t-shirt recita "I Believe". E noi, come da copione, abbiamo creduto; in noi stessi, nella nostra amicizia, in ciò che potevamo fare, nella corsa.
Ne è nata una giornata di divertimento, di gioia, di fatica, di emozioni e di soddisfazioni. Abbiamo corso in sette, io, Matteo, Gianni e Manuela nella CorriGenova di 11,5 km, mentre Simone, Massimo e Carlo nella MezzaDi Genova (21,097 km). Tutti gli altri erano con noi, nel nostro spirito guerriero, nel nostro cuoremartellante (scritto tutto attaccato perchè rende meglio l'idea) , nelle nostre gambe e nei nostri  possenti passi... a scuotere il terreno. Abbiamo dato veramente tutto; contando che per 3 di noi era la prima competizione in assoluto, il risultato di squadra è stato superlativo. Io, nonostante tutti i miei acciacchi ho corso piuttosto bene, conquistando, alla fine un 5° posto che, in parte, mi fa dimenticare i doloretti che lentamente stanno tornando a bussare (anzi, che come fedeli scudieri mi hanno più o meno accompagnato per tutto il tempo della gara).
Avevo promesso battaglia, e battaglia è stata; la soddisfazione di veder arrivare i miei compagni, tutti con la nostra sgargiante divisa è stata un'emozione grandissima, le foto fatte insieme, il viaggio fatto insieme, con gli accompagnatori e sostenitori Davide, Klizia, Giorgia, Marina, Paride e Lucia, le risate, gli abbracci, gli sguardi carichi di tensione prima, e di stanchezza e felicità dopo. Queste cose non hanno prezzo. queste cose sono Run&Motion.
Il pre-gara, e qui parlo esclusivamente a titolo personale, è stato speciale. Sono abituato a gareggiare da solo. Quindi tutti i miei rituali precompetitivi li ho sempre fatti in solitudine. Questa volta, mi sono dovuto arrangiare... quindi musica, cuffie, volume alto e ricerca di concentrazione e isolamento. Mi scuso con i miei compagni perchè a parte i soliti consigli non mi sono potuto spingere oltre, ma questi momenti per me sono molto importanti. Qualcuno avrà sorriso vedendomi parlare da solo, ma non ero propriamente solo, condividevo con il mio corpo i miei pensieri, gli spiegavo come comportarsi e che non era il caso di farmi sentire troppo male durante la corsa. Ha funzionato. Come sempre. 
Evidentemente, quanto prima, dovrò mettere a disposizione della squadra queste tecniche di rilassamento e concentrazione (adesso che grazie a Giorgia sto entrando nel magnifico mondo del mental training...!), in modo da non sembrare l'unico matto che parla a vuoto!!!!
 Federico Saccani